AMARTI PER COME SEI, MISSION IMPOSSIBLE? parte 1

Da quando ho fatto pace con tutti gli aspetti più “tondi” di me stessa sono decisamente soddisfatta di me, questo ha portato una marea di benefici in tutti gli altri aspetti della mia vita: nel lavoro, nel rapporto con i clienti, con conoscenti e con le persone care, persino quando parlo al telefono.

Potrà sembrarti esagerato ma è così, una volta avrei detto “Wow mi sento davvero un’altra!” oggi invece ti dico “WOW MI SENTO DAVVERO IO, E’ VENUTA FUORI LA VERA FABY!”

Prima ero perennemente insoddisfatta. Non mi sentivo mai a posto, non mi vedevo bella con nessun indumento, non mi piacevo neanche più con i vestiti della zona comfort, sai, quelli che tutte noi abbiamo nell’armadio, che quando non sai proprio cosa mettere con loro vai sul sicuro. Entusiasmo nel vestirmi, zero. Avevo smesso anche di usare i tacchi, tanto facevo schifo comunque!

IL PROBLEMA ERA MIO

Sapevo di avere tantissimi pregi, sapevo di avere un bel cervello e un carattere solare e aperto ma queste erano qualità che passavano in secondo piano rispetto ai miei difetti e comunque il fatto di essere una donna intelligente non mi faceva sentire meglio per niente. Ero arrivata al punto che ogni cosa storta della mia vita dipendeva dal fatto che non fossi magra.

Sei single? Per forza, chi ti si piglia così ciccia?

Non hai molti amici? Certo, non esci perché le altre sono sempre vestite meglio di te, stattene a casa che fai più bella figura.

Non sei soddisfatta sul lavoro? Beh, per forza, sei un’estetista cicciona, mica sei credibile!

Ti senti fallita come madre? E’ normale, guarda che esempio dai a tua figlia!

Se ti riconosci anche solo in parte in uno di questi pensieri negativi leggi con attenzione, quello che viene dopo potrà esserti di grande utilità.

Grasso significa fallito? Lui non lo pensa!

Io credevo che il problema fosse tutto nel peso, in verità ho realizzato che il problema era la visione che avevo di me, molto severa e negativa. Vedevo solo quello che CREDEVO fosse il peggio di me. Il problema era che mi giudicavo in continuazione perché ESSERE GRASSA VOLEVA DIRE ESSERE UNA FALLITA.

LE COSE CAMBIANO 

Vorrei davvero che ognuna di noi potesse esprimersi al meglio, amarsi ed essere amata a prescindere dalla fisicità. In più di 26 anni di lavoro a stretto contatto con le donne ho raccolto le confidenze più disparate, ne ho conosciute che vivono male il loro metro e 80 e altre che fanno i conti con una bassa statura, ragazze che per quell’ ombra di cellulite spendono centinaia di euro in trattamenti, altre che detestano il loro seno abbondante e altre che si vergognano di essere piatte.

Il mondo che ci circonda è in continua evoluzione. Io voglio dare il mio contributo alla creazione di un mondo in cui tutte le donne si sentano in pace con la loro immagine, con la loro forma, qualunque essa sia.

Da quando ho deciso di essere la loro coach ho cominciato a fare delle ricerche sulle donne curvy, sulle modelle e sui brand extra size e mi si è aperto un mondo! 

Ho scoperto che ci sono donne bellissime che prestano il loro corpo e la loro voce in favore della libertà di essere se stesse, che esistono decine di gruppi Facebook, centinaia di profili Instagram di donne che portano le loro forme con grazia e allegria e a volte anche con una spudorata sensualità, esistono associazioni che promuovono l’autostima e l’abbattimento degli stereotipi, combattono il bullismo e lavorano per tendere una mano a tutti coloro che si sentono schiacciati dai modelli del Sistema. Associazioni come Curvy Pride, a cui mi sono associata con entusiasmo, di cui sono diventata staff e blogger.

All’inizio, lo ammetto, questa scoperta mi ha stupita: ma come diavolo ho fatto a non accorgermi di questo mondo prima? Come ho potuto pensare che non esistesse un posto per me e per le mie forme? Io quel posto lo voglio, ci voglio abitare, lo voglio vivere con o senza ciccia, lo voglio per tutte noi!

Sai dov’è questo mondo? Nella nostra testa.

Sì, hai capito bene e ti faccio un esempio facile, fai un bel respiro e sorridi che è divertente, te lo racconto nel prossimo articolo.

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